AFRICA/NIGERIA – Le radici profonde della setta Boko Haram

Abuja – La setta Boko Haram, autrice di numerosi attentati che di recente hanno causato morti e feriti in Nigeria, trae le sue origini dalla storia coloniale e post-coloniale del nord della nazione africana.
“Boko Haram” viene tradotto come “l’educazione occidentale è proibita”. È però interessante notare che anche all’interno della stessa comunità musulmana vi siano nozioni contrastanti su ciò che il termine “Boko” significhi. Boko infatti è stato spesso utilizzato in relazione a un altro sostantivo, Ilimin, che significa educazione. Così la piena espressione, Ilimin Boko, è stata usata per riferirsi in senso dispregiativo all’istruzione occidentale, distinguendola dall’unica forma di educazione possibile in una società musulmana, ovvero la Ilimin Islamiyya, cioè l’educazione islamica. Ilimin Islamiyya è una forma di catechesi incentrata sugli insegnamenti del Sacro Corano, recitati a memoria, ed è la via per introdurre i bambini nella fede dell’Islam. L’insegnamento è impartito in arabo.
Con l’arrivo della colonizzazione britannica e con l’introduzione di un sistema educativo occidentale, si venne a creare una contrapposizione tra Ilimin Islamiyya e Ilimin Boko. Quest’ultima venne considerata inferiore e sospetta, perché non insegnava il Corano o l’Islam. La lingua utilizzata inoltre era l’inglese. Per l’élite islamica locale quindi l’uomo bianco e i suoi insegnamenti incomprensibili erano spesso associati alla stregoneria, Boka.
Quando i missionari e lo Stato coloniale avviarono programmi di istruzione nel nord della Nigeria, le classi dirigenti musulmane rimasero diffidenti. Per questo decisero di inviare nelle “scuole dei bianchi”, a livello sperimentale, i figli degli schiavi e quelli delle classi inferiori delle loro comunità. C’è voluto del tempo prima che le classi dirigenti del nord iniziassero ad apprezzare i valori dell’educazione come strumento di modernizzazione e cominciassero a mandare i propri figli a scuola. Ma i bambini della prima generazione delle élite musulmane che frequentarono la scuola occidentale, furono spesso oggetto di derisione da parte dei loro compagni e amici.
Questo pregiudizio persiste tuttora e per questo l’educazione occidentale è classificata come Haram (proibita). La diffidenza nei confronti dell’educazione occidentale è dimostrata dal basso tasso di scolarizzazione di tutti gli Stati del Nord. Oggi ben oltre l’80% dei genitori musulmani nelle aree rurali ma anche urbane del Nord, continua a rifiutarsi di mandare i figli a scuola per acquisire l’educazione occidentale. La situazione delle ragazze poi è ancora peggiore, perché meno del 10% delle bambine va a scuola. Schiere di bambini musulmani che oggi vagano per le strade della Nigeria sono diplomati nelle scuole islamiche, sotto la guida di un insegnante itinerante, Mallam.
Questi ragazzi, senza lavoro, sono la linfa che alimenta sette come la Boko Haram ed altri movimenti millenaristici simili, che spuntano di tanto in tanto nel nord nigeriano.
Oggi i musulmani ordinari si sentono sopraffatti dalla girandola di cambiamenti accaduti nella loro società. Impossibilitati ad accedere agli strumenti di modernizzazione, sono rimasti in gran parte al di fuori del circuito del potere. Nelle città più importanti dei loro Stati, quasi tutte le forme di attività sono gestite da persone che considerano straniere: quasi tutti i commercianti sono del sud e sono quasi tutti i cristiani. Questi ultimi hanno introdotto abitudini, come consumo di alcol, feste cristiane ed uno stile di vita differente, che alimenta il timore dei musulmani ordinari per il futuro delle loro famiglie e della loro fede. La leadership della Boko Haram ha approfittato di questa situazione sostenendo che occorre difendersi dalle “contaminazioni” esterne, e che occorre ritornare ad una società pienamente islamica, anche per far fronte alle carenze dello Stato nigeriano. (L.M.)

Fonte: www.fides.org del 29 dicembre 2011 

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