{"id":903,"date":"2011-12-31T16:31:53","date_gmt":"2011-12-31T14:31:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolonewman.org\/?p=903"},"modified":"2011-12-31T16:31:53","modified_gmt":"2011-12-31T14:31:53","slug":"contro-il-nichilismo-la-russia-si-apre-al-%c2%abnuovo-cristianesimo%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolonewman.org\/?p=903","title":{"rendered":"Contro il nichilismo: la Russia si apre al \u00abnuovo cristianesimo\u00bb"},"content":{"rendered":"<div align= \"justify\">\n<div>\n<div id=\"ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_ctl10__ControlWrapper_RichHtmlField\"><a href=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/rus190.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-907\" title=\"Russia Christmas Decorations\" src=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/rus190-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/rus190-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/rus190.jpg 190w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Quanti si occupano di storia e di cultura russa conoscono i ricchi frutti portati da questo incontro. I \u00abfilosofi religiosi\u00bb russi, come vengono chiamati Berdjaev, Florenskij, \u0160estov e altri ancora, ormai da tempo vengono tradotti, letti e discussi in tutto il mondo, e non solo negli ambienti cristiani. Nella Russia sovietica tale corrente non ebbe seguito \u2013 n\u00e9 poteva averlo, per ovvi motivi. Questi autori erano vietati o semivietati, i loro libri erano noti solo a pochissimi; il nostro pubblico pi\u00f9 vasto ha avuto la possibilit\u00e0 di conoscere il pensiero religioso russo solo dalla fine degli anni Ottanta. Una continuazione, a distanza di anni, di questa linea potrebbe essere il \u00abnuovo cristianesimo\u00bb come ci viene presentato nel romanzo di Boris Pasternak,\u00a0<em>Il dottor \u017divago<\/em>. <!--more-->Mentre un pubblico sempre pi\u00f9 ampio alla fine degli anni Ottanta stava ancora compitando sulle opere di Florenskij e di Berdjaev, che aveva appena scoperto, non sapeva o non si rendeva conto di stare assistendo da contemporaneo a un secondo storico incontro fra la Chiesa e la cultura laica. Il primo discorso su quanto \u00e8 avvenuto nella zona d\u2019ombra, nello spazio non ufficiale della cultura tra la fine degli anni Sessanta e l\u2019inizio degli anni Ottanta (epoca che il filosofo V. Bibichin ha definito \u00abnuovo rinascimento\u00bb), \u00e8 stato il documentario in quattro puntate di Aleksandr Archangel\u2019skij,\u00a0<em>Il gran caldo<\/em>. Questo \u00abritorno sotterraneo alla fede\u00bb di intellettuali e artisti dopo decenni di ateismo coatto ricordava per alcuni versi la \u00abrinascita religiosa\u00bb del Secolo d\u2019Argento, ma per altri versi se ne differenziava profondamente. La ricordava, innanzitutto, per l\u2019immediata sensazione di una nuova ispirazione che scosse molti, portando un senso di liberazione, di scoperta di una nuova profondit\u00e0, dello spalancarsi di una prospettiva. \u00abAll\u2019improvviso la vista si allarg\u00f2 intorno a noi\u00bb. La Chiesa e la libera creativit\u00e0 artistica e intellettuale, si incontrarono, per cos\u00ec dire, nelle catacombe, perch\u00e9 sia l\u2019una che l\u2019altra erano sottoposte dall\u2019ideologia sovietica a feroci persecuzioni. Secondo i progetti dell\u2019utopia, entro un determinato anno il paese avrebbe dovuto diventare al 100% ateo, e l\u2019arte al 100% &#8220;proletaria&#8221;, cio\u00e8 ideologicamente manipolata, sia nel &#8220;contenuto&#8221; che nella &#8220;forma&#8221;. Per quanto riguarda il pensiero, ne era semplicemente venuta meno la necessit\u00e0: \u00abl\u2019unica dottrina vera\u00bb, il marxismo volgarizzato, aveva gi\u00e0 fornito la risposta a tutti gli interrogativi, storici, sociali, scientifici. L\u2019unico tipo di creativit\u00e0 umana di cui questo Stato aveva bisogno, e che esaltava, era la tecnica, che prometteva la \u00abvittoria sulla natura\u00bb. Il vento di liberazione che si lev\u00f2 inaspettatamente alla fine degli anni Sessanta, contribu\u00ec anche ad avvicinare la cultura laica libera alla tradizione spirituale e alla Chiesa ortodossa perseguitata. Dall\u2019epoca di Pietro il Grande questi due principi in Russia erano esistiti senza una profonda interazione, e tanto pi\u00f9 il loro incontro fu sorprendente. Anch\u2019esso, apport\u00f2 frutti che hanno gi\u00e0 ottenuto un riconoscimento universale (i film di Tarkovskij, la musica di Arvo P\u00e4rt, di Sil\u2019vestrov, la prosa di Venedikt Erofeev), come pure frutti che cominciano appena ad essere conosciuti (la pittura ieratica di M. Schwartzman, il pensiero di V. Bibichin, la poesia del samizdat). Figura centrale di questa \u00abnuova rinascita religiosa\u00bb nella cultura laica, e maestro di molti suoi protagonisti \u00e8 stato Sergej Averincev. Il nome di Averincev \u00e8 noto in Italia. \u00c8 in preparazione un grosso volume di suoi scritti in italiano, con il titolo\u00a0<em>Verbo di Dio e parola dell\u2019uomo<\/em>. Le circostanze dell\u2019epoca, che non consentivano un discorso teologico diretto, contribuirono al sorgere di un genere particolare: filologico nelle sue fonti, ma aperto ad amplissime prospettive ermeneutiche. La sintesi di erudizione scientifica, di geniale intuizione e di fede personale presente nelle opere di Averincev ha aperto nuove possibilit\u00e0 sia per gli studi umanistici laici, sia per il pensiero ecclesiale. Averincev, per usare una sua espressione, \u00e8 venuto a \u00abcostruire ponti sui fiumi di ignoranza\u00bb, di una grave ignoranza, creata dai &#8220;decenni bui&#8221; di indottrinamento sovietico, durante i quali la cortina di ferro non separava la persona soltanto dal mondo contemporaneo, ma anche da tutta la tradizione culturale. Tuttavia, Averincev non era un maestro nel senso che condivideva la sua favolosa erudizione: piuttosto creava nuovi significati, in nesso diretto con il momento storico che egli percepiva con grande acume. Se i pensatori del Secolo d\u2019Argento avevano presentato per primi nella storia russan i temi della libert\u00e0, della persona, della creativit\u00e0 come temi religiosi, il cuore della novit\u00e0 di Averincev \u00e8 consistito, io credo, nel tema di una nuova razionalit\u00e0 (nuova rispetto alla razionalit\u00e0 illuminista, e radicata nel concetto biblico di Sapienza). Erede del Secolo d\u2019Argento, su taluni aspetti Averincev polemizza con esso, introducendo nel pensiero religioso alcuni correttivi su cui la storia del XX secolo aveva indotto a riflettere. Fra essi, il pi\u00f9 netto rifiuto di ogni tipo di utopismo e l\u2019esigenza di una profondissima lucidit\u00e0 e dialogicit\u00e0 del pensiero (\u00abla capacit\u00e0 di restare aperti a domande e obiezioni\u00bb). Probabilmente, Averincev \u00e8 stato il primo fra tutti i pensatori russi a superare la costante e fondamentale divisione fra la Russia e tutto il resto del mondo (soprattutto occidentale), senza diventare per questo un &#8220;occidentalista&#8221;, ma vedendo il proprio paese come partecipe della civilt\u00e0 cristiana universale. L\u2019eredit\u00e0 di Averincev, per quanto strano possa sembrare, non \u00e8 stata raccolta dai suoi colleghi della sfera umanistica, ma dal movimento laicale ortodosso \u00abCompagnia delle piccole fraternit\u00e0 della Trasfigurazione\u00bb, fondato da padre Georgij Kochetkov. Questo movimento \u00e8 un fenomeno completamente nuovo nella nostra tradizione ecclesiale, e nel contempo prosegue quanto era iniziato nel Secolo d\u2019Argento e aveva trovato una continuazione attraverso il Movimento studentesco cristiano. Tra i vari elementi distintivi della Compagnia della Trasfigurazione (a Mosca il suo centro \u00e8 l\u2019Istituto biblico e teologico San Filaret, e sue fraternit\u00e0 esistono in molte citt\u00e0 della Russia Europea e della Siberia), c\u2019\u00e8 un profondo interesse per la cultura, sia russa che universale, in tutta la sua ampiezza, e una grande attenzione a quelle che potremmo chiamare sfide della modernit\u00e0. Pi\u00f9 volte negli ultimi decenni ho avuto modo di parlare del fatto che la cultura umanistica contemporanea, la creativit\u00e0 artistica contemporanea sta giungendo al limite dell\u2019esaurimento. La protesta sociale, la parodia, i diversi tipi di nevrosi: questi sono i soli temi rimasti all\u2019arte attuale. Non \u00e8 pi\u00f9 neppure un\u2019arte della disperazione, come l\u2019alto modernismo, ma un\u2019arte post-disperata. La memoria di un altro mondo e di un altro uomo \u00e8 custodita dalla tradizione cristiana.<\/div>\n<\/div>\n<p>Ol&#8217;ga Sedakova<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Cultura\/Pagine\/russia-si-apre-al-nuovo-cristianesimo.aspx\">www.avvenire.it<\/a> del 30 dicembre 2011<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanti si occupano di storia e di cultura russa conoscono i ricchi frutti portati da questo incontro. 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