{"id":773,"date":"2011-12-29T15:33:23","date_gmt":"2011-12-29T13:33:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolonewman.org\/?p=773"},"modified":"2011-12-29T15:33:23","modified_gmt":"2011-12-29T13:33:23","slug":"cristiani-e-musulmani-a-un-anno-dalla-primavera-araba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolonewman.org\/?p=773","title":{"rendered":"Cristiani e musulmani a un anno dalla primavera araba"},"content":{"rendered":"<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/MIDDLE_EAST_-_Egyptians-Demonstrated-Against-Sectarianism_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-774\" title=\"MIDDLE_EAST_-_Egyptians-Demonstrated-Against-Sectarianism_1\" src=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/MIDDLE_EAST_-_Egyptians-Demonstrated-Against-Sectarianism_1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"99\" \/><\/a>di Samir Khalil Samir<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><em>La rivolta araba si \u00e8 diffusa come un incendio nell\u2019erba secca. Tutti i Paesi ne sono stati affetti. Ma le novit\u00e0 si scontrano con la presa di potere degli islamisti. I timori dei cristiani e la necessit\u00e0 di collaborare anche con l\u2019islam. Il caso della Siria e dei vescovi siriani. L\u2019occidente troppo impacciato; Obama squalificato. Un bilancio di quanto successo quest\u2019anno nel mondo arabo.<!--more--><\/em><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Beirut &#8211; Tutto \u00e8 iniziato un anno fa: il ragazzo tunisino Mohammed Buazizi, prostrato dalla miseria e dalle umiliazioni subite dalla polizia, si \u00e8 dato alle fiamme il 15 dicembre dello scorso anno. Come un incendio sull\u2019erba secca, dal suo sacrificio la rivolta si \u00e8 diffusa da un Paese all\u2019altro. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto perch\u00e9 tutto il mondo arabo \u00e8 in grande difficolt\u00e0 e bisogno. La gente sentiva dolore e desiderio di cambiamento, ma mancava la scintilla per far scoppiare l\u2019incendio.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">La rivoluzione araba non \u00e8 stata uguale in tutti i Paesi. Alcuni erano pi\u00f9 preparati: in Tunisia, la popolazione \u00e8 pi\u00f9 forte e pi\u00f9 matura; avevano anche un regime che permetteva la protesta. L\u00e0 dove il regime \u00e8 totalmente dittatoriale, come in Libia, \u00e8 stato necessario l\u2019intervento dall\u2019esterno. Il caso della Siria, poi \u00e8 ancora pi\u00f9 complesso e non so se si risolver\u00e0.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Alcuni Paesi sono rimasti illesi, forse perch\u00e9 la situazione non \u00e8 cos\u00ec tragica come in altre parti, come in Giordania, o perch\u00e9 il popolo \u00e8 totalmente ignorante. Penso all\u2019Arabia saudita, dove il popolo sta bene, ha il petrolio, ma non sa neppure cosa siano i diritti umani, la libert\u00e0, l\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>I bisogni del mondo arabo<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In ogni caso, con quest\u2019anno, tutto il mondo arabo \u00e8 rimasto scosso perch\u00e9 segnato dal bisogno. E qual \u00e8 questo bisogno? Il primo e pi\u00f9 fondamentale \u00e8 la povert\u00e0, la miseria di una parte della popolazione. Questi non avrebbero potuto fare alcuna rivoluzione: stanno troppo male e non avevano nemmeno la possibilit\u00e0 di pensarvi. Altri lo hanno fatto e loro si sono aggiunti, come \u00e8 avvenuto in Egitto, dove il 40% della popolazione vive al di sotto del livello di povert\u00e0.<br \/>\nAnche in Tunisia, il giovane che si \u00e8 auto-immolato era disperato per la povert\u00e0 e la disoccupazione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Il secondo motivo \u00e8 la scoraggiante disoccupazione giovanile. Nella nostra cultura, se uno non riesce a partire nella vita, a iniziare la sua vita di adulto, si sente umiliato; se uno non ha lavoro, non pu\u00f2 farsi una famiglia. In Europa non \u00e8 drammatico se uno a 30 anni non si \u00e8 fatto una famiglia. Nei nostri Paesi, invece, si comincia a pensare a sposarsi a 20 anni; a 25 \u00e8 tempo di concludere. Ma se uno non ha lavoro, \u00e8 impossibile. Nei nostri Paesi, sposandosi, l\u2019uomo deve essere capace di pagare la casa; la donna deve portare l\u2019arredamento. Ma se uno \u00e8 disoccupato, dovr\u00e0 aspettare a sposarsi, con un\u2019ulteriore umiliazione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Il terzo motivo \u00e8 etico: la dignit\u00e0, la libert\u00e0 di poter esprimere le proprie opinioni, la diseguaglianza. Questo bisogno \u00e8 acuto anzitutto fra gli intellettuali, ma anche nella classe media. A questi, vanno aggiunte le discriminazioni non necessariamente religiose\u2026<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Infine, la gente, attraverso la televisione, vede come vive il resto del mondo e si sente arretrata, si domanda come mai siamo cos\u00ec arretrati. Poi sentono dire che il presidente, il ministro, altri sono miliardari: tutto questo crea un sentimento di ingiustizia, o si soffre l\u2019ingiustizia sulla propria pelle.<br \/>\nTutti questi motivi hanno creato quel sentimento di insoddisfazione che ha portato alla rivolta.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>La vittoria degli islamisti<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Il movimento \u00e8 stato spontaneo e popolare. Ci\u00f2 per\u00f2 significa che non vi era una vera leadership e oggi ne vediamo le conseguenze: quelli che hanno fatto la rivoluzione non hanno vinto. Hanno permesso ad altri, pi\u00f9 organizzati, di raccogliere il frutto del loro lavoro.<br \/>\n\u00c8 uno scacco enorme, tanto che molti dicono che \u201cnon valeva la pena\u201d. Ma io rimango fiducioso: questo passo era necessario perch\u00e9 mostra agli islamisti che anche se hanno vinto, vi \u00e8 un forte richiamo a priorit\u00e0 diverse dalle loro. Il movente della rivoluzione dei giovani non \u00e8 stata la religione, ma la dignit\u00e0, il lavoro, la libert\u00e0, l\u2019uguaglianza, la democrazia.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">\u00c8 vero: ora gli islamisti hanno il potere. Ma in tal modo essi hanno l\u2019occasione di verificare i loro slogan che dicono di continuo che \u201cl\u2019Islam \u00e8 la soluzione\u201d per ogni cosa. E\u2019 il loro slogan: Al-Isl\u00e2m huwa l-hall ! Dovranno dimostrare che il sistema islamico risolve il problema della disoccupazione, dell\u2019educazione, dell\u2019uguaglianza, della democrazia, delle finanze, etc.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">\u00c9 la prima volta in Medio Oriente \u2013 dai tempi del potere ottomano \u2013 che essi hanno il potere politico in mano. \u00c8 perci\u00f2 un momento importante per vedere in quali settori gli islamisti danno risposte concrete, in quali fanno difetto.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">\u00c8 anche un momento importante per verificare che tipo di sharia essi vogliono attuare: quella del\u2019Arabia Saudita \u2013 dove settimane fa hanno decapitato una donna accusata di stregoneria \u2013 o quella dell\u2019Iran, che blocca lo sviluppo di tutto il Paese; o inventarne altri tipi. Noi li giudicheremo sui risultati.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Rimane per\u00f2 un fatto sicuro: gli islamisti, e in particolare i salafiti, hanno approfittato della \u201cprimavera araba\u201d per cercare di imporre la loro concezione dell\u2019islam. Questo \u00e8 notevole in Tunisia (come lo dimostra il fenomeno della Manouba, la pi\u00f9 famosa universit\u00e0 tunisina, dove i salafiti cercano d\u2019imporre il \u201cniq\u00e2b\u201d e d\u2019introdurre una moschea dentro l\u2019universit\u00e0) e in Egitto (come dimostrano gli attacchi numerosi alle chiese, per distruggere le croci, o gli attacchi dell\u2019esercito alle donne, che ha suscitato la manifestazione del 20 dicembre scorso).<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>Educare alla democrazia<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Penso all\u2019Egitto, e a questa impressionante vittoria dell\u2019islamismo: il 60%, tra \u201cFratelli Musulmani\u201d e salafiti! Vedremo se davvero meritavano tutta questa fiducia dell\u2019elettorato. D\u2019altra parte era inevitabile: sono quasi sessant\u2019anni che l\u2019Egitto vive sotto un regime militare e nella mancanza di democrazia. La gente ha perso la memoria di cosa essa sia. Ma il fatto che quasi il 50% degli elettori abbia partecipato al voto, \u00e8 un elemento molto positivo. In passato la partecipazione era del 5-7%: la gente non andava a votare perch\u00e9 sapeva che tanto i risultati sarebbero stati truccati. Sotto Nasser si proclamavano sempre vittorie del 95%, pur andando a votare solo il 5% della popolazione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In Tunisia a queste votazioni ha partecipato almeno l\u201980%: un caso unico. Ci\u00f2 significa che l\u2019interesse politico e la partecipazione sono cresciuti.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Da parte dei giovani, \u00e8 tempo per\u00f2 di pensare come organizzare il movimento. La gente e il mondo hanno preso molto sul serio la rivoluzione araba. Ma occorre pianificare e unire, altrimenti tutto si perde. In Egitto, ad esempio, a differenza della Tunisia, i giovani hanno creato decine di partiti. Ma questo ha sbriciolato i risultati e cos\u00ec i giovani hanno perso tutto il vantaggio che avevano.<br \/>\nIl partito chiamato \u201cil blocco egiziano\u201d, lanciato dal miliardario copto Naguib Sawiris, molto liberale, aperto a cristiani e musulmani, ha raggiunto il 17%. Non \u00e8 molto, ma gi\u00e0 \u00e8 qualcosa.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Soprattutto ci\u00f2 mostra che vi sono speranze per il futuro: il movimento deve creare una sensibilit\u00e0 politica nel Paese. Uno dei punti essenziali su cui fare forza, oltre all\u2019economia che \u00e8 in sfacelo, \u00e8 proprio l\u2019educazione. L\u2019Egitto in particolare \u00e8 molto indietro rispetto ad altri Paesi arabi. Esiste 40% di analfabetismo (in particolare tra le donne) e la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento \u00e8 scarsa. Per questo si vota pi\u00f9 per appartenenza religiosa che per analisi politica.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Anche la solidariet\u00e0 fra cristiani e musulmani, nonostante gli attacchi avvenuti contro le chiese, ha fatto nascere una sensibilit\u00e0 e un movimento per l\u2019uguaglianza, prima quasi impensabile.<br \/>\nIl frutto \u00e8 positivo, anche se in confronto alla fatica compiuta, tale frutto \u00e8 stato minimo.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>La situazione in Siria<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Il caso pi\u00f9 chiaro di presa di coscienza \u00e8 avvenuto in Siria, dove il regime di Assad sembrava molto stabile. \u00c8 anche un caso molto drammatico e difficile. Va detto che le informazioni su quel Paese sono molto oscure. Proprio in questi giorni il vescovo di Aleppo mi diceva di fare attenzione perch\u00e9 le informazioni che si hanno fuori della Siria, sono diverse da quelle che si ha all\u2019interno.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Anche qui si notano alcuni fatti nuovi: per la prima volta, la Lega araba ha preso una posizione netta: esclusione di Damasco, sanzioni, ecc\u2026 Certo ci troviamo di fronte a un\u2019ambiguit\u00e0: la Siria sostiene l\u2019Iran; l\u2019Iran e fortemente sciita; la Lega araba \u00e8 per la quasi totalit\u00e0 sunnita. Pu\u00f2 essere che le minacce della Lega araba siano motivate da pi\u00f9 da questa opposizione, che per amore alla rivoluzione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In ogni caso \u2013 e dura gi\u00e0 da nove mesi &#8211; in Siria la gente \u00e8 pronta a dare la vita per cambiare la situazione, e questo \u00e8 un fatto davvero nuovo.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">La Siria ha problemi specifici: vi \u00e8 un potere totalitario e un popolo in maggioranza disarmato. Si dice per\u00f2 che i Paesi arabi limitrofi stanno finanziando la ribellione. Per trovare una soluzione occorre un mediatore o siriano o arabo, altrimenti sar\u00e0 la distruzione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Vediamo anche che per la prima volta la Turchia ha preso la difesa dei ribelli siriani. Forse vi sono motivi egemonici in tutto questo, o alleanze da rispettare con l\u2019Occidente. Ma vi \u00e8 soprattutto l\u2019idea che la Turchia vuole mostrarsi come un modello di Paese islamico moderato, anche se non \u00e8 la perfezione nei diritti umani.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>La situazione in altri Paesi<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In Libia il futuro \u00e8 ancora molto incerto. Vi sono affermazioni di tipo islamista, ma il problema che io vedo \u00e8 soprattutto come fare per riconciliare tutte le trib\u00f9 e indirizzarle verso lo sviluppo. Nel Paese l\u2019industria \u00e8 all\u2019inizio, e non si sa se riusciranno a far progredire il livello del Paese.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In Arabia saudita non vi \u00e8 stata primavera araba (o meglio: \u00e8 stata soffocata sul nascere con i militari). Ma la gente chiede alcuni cambiamenti.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In Paesi come Yemen e Bahrain la rivoluzione ha gi\u00e0 dato dei frutti consistenti: n\u00e9 l\u2019uno, n\u00e9 l\u2019altro potranno continuare come prima.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Vi \u00e8 movimento anche il Marocco: non vi \u00e8 stata la rivoluzione, ma il timore che venisse ha suscitato nuove riforme sociali. Gi\u00e0 da tempo avevano fatto una riforma legale dei diritti della famiglia (la Mudawwanah), che valorizzavano i diritti della donna\u2026 Insomma, il mondo arabo sta cercando ovunque la sua strada.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>Come si muovono i cristiani?<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In genere i cristiani hanno paura perch\u00e9 \u00e8 quasi sicuro che questa rivoluzione sar\u00e0 incamerata dagli islamisti. Noi temiamo soprattutto gli islamisti, in particolare i salafiti. In effetti questo pericolo c\u2019\u00e8, ma io dico che non vi \u00e8 altra possibilit\u00e0 e dobbiamo collaborare con tutti per far emergere il meglio dalla situazione. Non bisogna chiudersi nella paura. Certo con gli islamisti salafiti \u00e8 difficile, ma vi sono anche islamisti che hanno un progetto politico, un desiderio di voler superare l\u2019arretratezza del loro Paese. Noi possiamo vigilare per mostrare loro dove stanno superando i limiti, dove stanno conculcando dei diritti, ecc..<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">C\u2019\u00e8 un dialogo possibile ed utile sui progetti sociali: \u00e8 tempo di aiutarci e sostenerci a vicenda, d\u2018imparare la solidariet\u00e0 anche verso chi non \u00e8 cristiano. E viceversa. \u00c9 tempo di creare insieme dei progetti sociali contro l\u2019analfabetismo, la povert\u00e0, la malattia, ecc. In campo educativo e ospedaliero i cristiani hanno mostrato gi\u00e0 da tempo tutta la loro generosit\u00e0 e professionalit\u00e0 verso chiunque, cristiani e musulmani. Perci\u00f2 io penso che sia possibile collaborare con una gran parte della popolazione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Allo stesso tempo dobbiamo difendere la giustizia, la libert\u00e0 di coscienza, la libert\u00e0 di vivere la nostra fede, di proclamarla, arrivando al principio dell\u2019uguaglianza. I musulmani in Egitto, anche in campo giuridico, usano l\u2019espressione \u201cla religione migliore\u201d, e intendono \u201cl\u2019islam\u201d. Dobbiamo dire: Questa espressione \u00e8 inaccettabile.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Esistono anche altre discriminazioni (uomo\/donna; ricchi\/poveri). Noi dobbiamo lavorare contro tutte queste discriminazioni, perch\u00e9 sono opposte allo spirito del Vangelo.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Personalmente, non temo tanto un regime islamico, ma la possibilit\u00e0 dell\u2019intolleranza. E\u2019 anche vero che molti musulmani sono opposti alla linea dei salafiti, che cercano d\u2019imporre (e soprattutto alle donne) la loro visione intollerante dell\u2019islam. In ogni caso, come cristiani, non possiamo rinchiuderci in un ghetto, ma dobbiamo cercare di collaborare con tutti quello che lottano per una societ\u00e0 rispettosa dei diritti umani.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>La primavera araba vista dai cristiani<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">A causa della paura del futuro, i cristiani preferiscono il regime che conoscono gi\u00e0. Ma questi regimi sono spesso dittatoriali. E sostenere un regime dittatoriale \u00e8 un peccato. Se il governo fa violenza, dobbiamo dire che siamo contro la violenza di chiunque: degli oppositori, della gente, dei militari. Dobbiamo dire che siamo per la libert\u00e0, ma non per l\u2019eccesso di libert\u00e0 che porta allo sfacelo dell\u2019occidente; dobbiamo dire che siamo per l\u2019uguaglianza, per la giustizia, sia per i cristiani che per i musulmani, sia per gli uomini che per le donne. Questa \u00e8 l\u2019occasione per i cristiani di fare un\u2019evangelizzazione culturale, lontana da ogni proselitismo.<br \/>\nInvece purtroppo, la paura dell\u2019islamismo spinge i cristiani a legarsi al passato. La maggioranza pensa che basta non immischiarsi troppo nella politica e si pu\u00f2 vivere tranquilli, Ma come cristiano, \u00e8 mio diritto-dovere anche interessarmi della politica.<br \/>\nCi\u00f2 spiega la posizione dei vescovi in Siria, che preferiscono scegliere per quello che conoscono gi\u00e0, piuttosto che per un futuro sconosciuto. La scelta non \u00e8 fra il bene e il male, ma fra due mali &#8230; e valutare qual \u00e8 il male minore \u00e8 difficile. Ma la strada consiste ad affermare ci\u00f2 che per noi \u00e8 importante.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><strong>Infine, l\u2019Occidente<\/strong><\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">L\u2019Occidente ha appoggiato i dittatori; poi se n\u2019\u00e8 distaccato; adesso \u00e8 titubante. L\u2019occidente \u00e8 molto criticato nei Paesi arabi perch\u00e9 essi appoggiano fino in fondo Paesi come l\u2019Arabia saudita, che per dottrina l\u00ec presente, \u00e8 la fonte indiretta del terrorismo islamico. Un Paese come gli Stati Uniti, che parla della libert\u00e0 e dei diritti umani, quando si incontra con i sauditi, tace su tutti questi aspetti.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Sulla Libia, tutti gli arabi pensano che l\u2019occidente era pi\u00f9 interessato al petrolio libico che alla libert\u00e0. E infatti si sono impegnati solo contro la Libia (e in passato contro l\u2019Irak di Saddam Hussein). Con la Siria, invece, tutti sono cauti perch\u00e9 essa ha un ruolo geopolitico importante\u2026<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">L\u2019atteggiamento occidentale non \u00e8 unificato, e non \u00e8 basato su principi e valori chiari.<br \/>\nNon sono un idealista e per questo penso che ogni Paese tenda a vedere anzitutto i propri interessi. Ma trattandosi di un fenomeno come quello di tutto il mondo arabo, sarebbe stato molto pi\u00f9 efficace lanciare un\u2019idea di come sostenere (o non sostenere) questi movimenti.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">La politica verso Israele \u2013 che \u00e8 una delle cause essenziali della crisi medio-orientale \u2013 \u00e8 un&#8217;altra questione che lascia sbigottiti gli arabi. In un solo giorno Barack Obama ha cambiato idea in modo totale: dopo aver sostenuto l\u2019idea di due popoli, due Stati, alla visita di Netanyahu ha cambiato posizione.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Non parliamo poi del suo discorso al Cairo, dove aveva conquistato tutto il mondo arabo. Ma \u00e8 passato qualche mese e si \u00e8 visto che la sua politica era la stessa di Bush. Ha perso ormai ogni credibilit\u00e0. Occorre un impegno con i principi, e cos\u00ec si pu\u00f2 essere modello per gli altri.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Lo stesso vale per l\u2019Europa. Essa sta perdendo la sua identit\u00e0 religiosa e culturale. Non ha la capacit\u00e0 di verificare il suo passato coloniale, nascondendolo dentro una cattiva coscienza, invece di mostrare che anche il colonialismo ha avuto un valore nel dialogo con le culture.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">In Europa si rifiuta la religione locale (in generale quella cristiana) e questo rende ambiguo il rapporto degli europei con le altre religioni nel mondo. In pi\u00f9, talvolta i governi sembrano preferire le religioni importate, mentre si soffoca quella locale. Se ad esempio la Francia nega la sua identit\u00e0 storica cattolica, non sapr\u00e0 pi\u00f9 come trattare con le altre religioni. Di fatto vediamo una schizofrenia che va dalla secolarizzazione delle feste cristiane, alla valorizzazione delle altre religioni (meno il cristianesimo).<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">La rivoluzione araba forse pu\u00f2 servire a far rinsavire anche molti giovani in occidente. In Egitto, in Siria, vi son persone che rischiano la vita per un ideale, per una vita dignitosa, per tutto il popolo. Ma quanti in Italia o in Europa sarebbero capaci di pensare a questo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.asianews.it\/notizie-it\/Cristiani-e-musulmani-a-un-anno-dalla-primavera-araba-23530.html#\">www.asianews.it<\/a> del 24 dicembre 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Samir Khalil Samir La rivolta araba si \u00e8 diffusa come un incendio nell\u2019erba secca. Tutti i Paesi ne sono stati affetti. Ma le novit\u00e0 si scontrano con la presa di potere degli islamisti. 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