{"id":752,"date":"2011-12-28T14:04:55","date_gmt":"2011-12-28T12:04:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolonewman.org\/?p=752"},"modified":"2011-12-28T14:04:55","modified_gmt":"2011-12-28T12:04:55","slug":"istat-leta-media-italiani-passera-da-43-5-a-49-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolonewman.org\/?p=752","title":{"rendered":"ISTAT: L&#8217;ETA&#8217; MEDIA ITALIANI PASSERA&#8217; DA 43, 5 A 49, 8"},"content":{"rendered":"<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/invecchiamento-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-757\" title=\"invecchiamento-2\" src=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/invecchiamento-2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Roma, 28 dic. &#8211; La popolazione italiana e&#8217; destinata ad invecchiare gradualmente: l&#8217;eta&#8217; media aumenta difatti da 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno l&#8217;eta&#8217; media si stabilizza sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione. E&#8217; quanto emerge da una ricerca dell&#8217;Istat su &#8220;Il futuro demografico del Paese&#8221; Nel 2065 la popolazione residente in Italia attesa e&#8217; pari a 61,3 milioni (&#8220;scenario centrale&#8221;). Tenendo conto della variabilita&#8217; associata agli eventi demografici, la stima della popolazione oscilla da un minimo di 53,4 milioni ad un massimo di 69,1 milioni.<!--more--><br \/>\nCumulando gli eventi demografici relativi al periodo 2011-2065, l&#8217;evoluzione della popolazione attesa nello scenario centrale &#8211; continua l&#8217;Istat &#8211; e&#8217; il risultato congiunto di una dinamica naturale negativa per 11,5 milioni (28,5 milioni di nascite contro 40 milioni di decessi) e di una dinamica migratoria positiva per 12 milioni (17,9 milioni di ingressi contro 5,9 milioni di uscite). Particolarmente accentuato, prosegue la ricerca, entro i prossimi trenta anni e&#8217; l&#8217;aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, nello scenario centrale aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepassano il 32%. Dopo tale anno, tuttavia, la quota di ultra 65enni si consolida intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. La popolazione fino a 14 anni di eta&#8217;, oggi pari al 14% del totale, evidenzia un trend lievemente decrescente fino al 2037, anno nel quale raggiunge un valore minimo pari al 12,4%. Dopo tale anno la percentuale di under 15enni si assesta fino a raggiungere un massimo del 12,7% nel 2065. Il margine di incertezza associato a tale stima fa comunque ritenere che nel medesimo anno tale quota potrebbe oscillare in un intervallo compreso tra l&#8217;11% e il 14%.La popolazione in eta&#8217; lavorativa (15-64 anni) evidenzia, nel medio termine, una lieve riduzione, passando dall&#8217;attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine, invece, ci si aspetta una riduzione piu&#8217; accentuata. La trasformazione della struttura per eta&#8217; della popolazione comporta un marcato effetto sui rapporti intergenerazionali. L&#8217;indice di dipendenza degli anziani (cioe&#8217; il rapporto tra la popolazione di 65 anni e piu&#8217; e la popolazione in eta&#8217; attiva &#8211; 15-64 anni), oggi pari al 30,9%, cresce fino a un livello del 59,7% nel 2065, senza sostanziali differenziazioni rispetto sia allo scenario alternativo basso (59,4%) sia a quello alto (59,7%).Sulla base delle ipotesi sui movimenti migratori con l&#8217;estero e sulla base di un comportamento riproduttivo superiore a quello della popolazione di cittadinanza italiana, l&#8217;Istat, prevede che &#8220;l&#8217;ammontare della popolazione residente straniera possa aumentare considerevolmente nell&#8217;arco di previsione: da 4,6 milioni nel 2011 a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 ed i 15,5 milioni. Contestualmente, nel periodo 2011-2065 l&#8217;incidenza della popolazione straniera sul totale passera&#8217; dall&#8217;attuale 7,5% a valori compresi tra il 22% e il 24% nel 2065, a seconda delle ipotesi. Sul versante territoriale si rileva, da parte del Mezzogiorno, uno sviluppo della popolazione in controtendenza rispetto al resto del Paese. Nelle ripartizioni Sud e Isole si prevedono, in un primo momento, lievi riduzioni di popolazione (rispettivamente, 14 e a 6,7 milioni di residenti entro il 2020). Nel medio e, soprattutto, nel lungo termine il bilancio demografico negativo di queste due ripartizioni tenderebbe a farsi ancor piu&#8217; rilevante, fino a condurne le rispettive popolazioni a 11,3 e 5,5 milioni entro il 2065. Anche prendendo in esame lo sviluppo demografico piu&#8217; favorevole, che si evidenzia nello scenario alto, la popolazione meridionale sarebbe comunque sottoposta a una diminuzione rispetto all&#8217;anno base: pari all&#8217;11% nel Sud e pari al 9% nelle Isole. Nel Centro-nord si prevede un bilancio demografico positivo per l&#8217;ampia parte dell&#8217;orizzonte previsivo. Nello scenario centrale la popolazione del Nord-est, pur a incrementi decrescenti, aumenterebbe costantemente fino al 2057, anno in cui raggiungerebbe un massimo di 13,8 milioni di residenti.<br \/>\nAnaloga tendenza, ma fino al 2051, si manifesterebbero tanto per la ripartizione Nord-ovest, con un massimo di 17,8 milioni di residenti, quanto per la ripartizione Centro, con un massimo di 13,5 milioni. In ogni caso, per effetto della contrapposta dinamica demografica tra Centro-nord e Mezzogiorno del Paese, il peso demografico territoriale muterebbe parzialmente: nello scenario centrale il Nord-ovest, dove nel 2011 risiede il 26,6% della popolazione, passerebbe al 28,7% nel 2065; il peso del Nord-est aumenterebbe dal 19,2% al 22,4%, quello del Centro dal 19,7% al 21,6%; il Sud, invece, scenderebbe dal 23,4% al 18,4% e le Isole dall&#8217;11,1% all&#8217;8,9%.<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.agi.it\/cronaca\/notizie\/201112281108-ipp-rt10043-istat_l_eta_media_italiani_passera_da_43_5_a_49_8\">www.agi.it<\/a> del 28 dicembre 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 28 dic. &#8211; La popolazione italiana e&#8217; destinata ad invecchiare gradualmente: l&#8217;eta&#8217; media aumenta difatti da 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. 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