{"id":603,"date":"2011-12-21T10:57:54","date_gmt":"2011-12-21T08:57:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolonewman.org\/?p=603"},"modified":"2011-12-21T10:57:54","modified_gmt":"2011-12-21T08:57:54","slug":"socci-questa-non-e-una-crisi-litalia-e-bottino-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolonewman.org\/?p=603","title":{"rendered":"Socci: questa non \u00e8 una crisi. L&#8217;Italia \u00e8 bottino di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Quando Mario Monti diceva la verit\u00e0 e ci vedeva lungo: &#8220;Sui mercati \u00e8 nato un vero e proprio conflitto&#8221;. E noi siamo la preda grossa<\/p>\n<p>\u00abSembra che una coltre di oscurit\u00e0 sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno\u00bb, scrive il Papa nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace. Ma da dove viene questa tenebra che produce ansia e insicurezza? Cosa esattamente<!--more-->\u00a0sta accadendo e perch\u00e9? I saputelli di casa nostra indicano il nostro \u00abdebito pubblico\u00bb, ma la risposta \u00e8 sbagliata (e provinciale) perch\u00e9 era a questi livelli anche dieci anni fa. Del resto il Giappone ha un debito pubblico che \u00e8 quasi il doppio del nostro e un\u2019economia che va male eppure non \u00e8 minacciato da speculazione e default.<br \/>\nNoi abbiamo le nostre colpe, ma \u00e8 assai pi\u00f9 complesso scoprire perch\u00e9 d\u2019improvviso tutto l\u2019Occidente (anche Francia, Spagna o Germania e Stati Uniti) si trova sull\u2019orlo dell\u2019abisso. Il primo passo per capire e uscire fuori dalla foresta oscura \u00e8 dare il giusto nome alla cose. Diciamo allora la verit\u00e0. Quella in cui ci troviamo non \u00e8 una \u00abcrisi\u00bb, ma una \u00abguerra\u00bb. Passa un\u2019enorme differenza tra le due situazioni.<\/p>\n<p>Una \u00abcrisi\u00bb infatti \u00e8 come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che \u00e8 addirittura \u00abun\u2019opportunit\u00e0\u00bb (espressione che io per\u00f2 userei sempre con cautela o mai perch\u00e9 ci sono delle vittime).<br \/>\nMa una \u00abguerra\u00bb invece non \u00e8 \u00abun\u2019opportunit\u00e0\u00bb per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralit\u00e0). In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra \u00e8 vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come. E da che parte stiamo noi. A me pare che molte persone in gamba (penso al mondo cattolico) siano incorse nell\u2019abbaglio di confondere una guerra con una crisi, scambiando lucciole per lanterne, o le cannonate delle artiglierie per i fulmini di un temporale o per i fuochi d\u2019artificio della festa paesana.<\/p>\n<p>Ha colto bene la situazione invece il gruppo di Alleanza Cattolica di Massimo Introvigne che sulla rivista \u201cCristianit\u00e0\u201d ha proposto una riflessione molto interessante, partendo proprio dalla nozione di \u00abguerra\u00bb. \u00c8 proprio perch\u00e9 non ci si \u00e8 ancora resi conto che siamo in guerra &#8211; dice Cristianit\u00e0 &#8211; che molti, i quali condividono ideali comuni (per esempio cattolico-liberali o ispirati alla dottrina sociale della Chiesa) \u00abrischiano di dividersi tra loro\u00bb: sui \u00absacrifici\u00bb, il \u00abgoverno dei tecnici\u00bb, l\u2019Europa e altro. Ed \u00e8 anche per questo che in Italia i vecchi schieramenti politici si frantumano e tutto sta cambiando.<\/p>\n<p>Capiamo allora di che tipo di guerra si tratta. \u00abCristianit\u00e0\u00bb spiega: \u00abAlmeno dal 2008 \u00e8 in corso una guerra mondiale pi\u00f9 difficile da capire di altre, perch\u00e9 combattuta non su campi di battaglia militari &#8211; almeno non principalmente, perch\u00e9 non mancano episodi di questo genere, come la guerra in Libia &#8211; ma nelle borse, nelle banche e nel sistema finanziario internazionale. Che questa sia una modalit\u00e0 delle moderne guerre dette \u201casimmetriche\u201d, a proposito delle quali la parola \u201cguerra\u201d \u00e8 usata in senso proprio e non solo metaforico, \u00e8 stato chiarito dagli stessi ideatori della nozione di \u201cguerra asimmetrica\u201d, i colonnelli dell&#8217;esercito della Repubblica Popolare Cinese Qiao Liang e Wang Xiangsui, che nel loro libro \u201cGuerre senza limiti. L\u2019arte della guerra asimmetrica tra terrorismo e globalizzazione\u201d, talora presentato come \u201cla Bibbia dei nuovi conflitti\u201d, oltre all\u2019esempio del terrorismo citano precisamente quello delle aggressioni attraverso tecniche di tipo finanziario\u00bb.<\/p>\n<p>Anche Mario Monti concorda che il problema comincia nel 2008 con la grande esplosione dei \u00absubprime\u00bb americani (costata 4.100 miliardi di dollari che hanno dissestato l\u2019economia mondiale). In una conferenza tenuta alla Luiss nel febbraio scorso affermava che anche in quel caso il disastro \u00ab\u00e8 stato per un problema di regole e soprattutto di \u201cenforcement\u201d delle regole\u00bb (cio\u00e8 di attuazione, esecuzione delle regole) e &#8211; proseguiva Monti &#8211; \u00abnon tanto per carenze nei meccanismi di \u201cenforcement\u201d quanto per il motivo pi\u00f9 brutto che pu\u00f2 star dietro a questa mancanza\u00bb.<\/p>\n<p>Monti indicava l\u2019atteggiamento dell\u2019autorit\u00e0 che doveva sorvegliare i mercati e \u00able sue genuflessioni di fronte al mondo del grande capitalismo americano in quegli anni&#8230; ma anche abbiamo visto l\u2019asservimento di finalit\u00e0 sociali, come quella di dare l\u2019alloggio in propriet\u00e0 ad ogni americano. Per cui si sono fatte cose turpi. Nessuno ha osato richiamare al rispetto di certe regole che pure esistevano\u00bb. Anche Monti &#8211; a proposito di questa regolazione dei mercati &#8211; parla di \u00abconflitto, non armato, ma conflitto\u00bb. Resta da capire se, quanto e come tale regolazione \u00abbellica\u00bb di forze finanziarie pi\u00f9 potenti degli stati possa essere imposta da tecnocrazie spesso provenienti dallo stesso mondo finanziario e bancario e con procedure che sembrano annacquare sempre pi\u00f9 democrazia e sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>\u00abCristianit\u00e0\u00bb scrive: \u00abDopo che la crisi del 2008, seguita dall&#8217;elezione di un presidente degli Stati Uniti particolarmente inadatto a governarla, ha dimostrato che per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale l\u2019egemonia statunitense pu\u00f2 essere messa in discussione, si \u00e8 scatenata una guerra asimmetrica di tutti contro tutti per cercare di sostituirla con \u201cqualche cos&#8217;altro\u201d, dove i principali contendenti sono la Cina, alcuni Paesi arabi &#8211; che si muovono anche secondo una logica di tipo religioso -, e il BRI, sigla riferita a Brasile-Russia-India, Paesi che si considerano le potenze economiche emergenti del futuro e formano il cosiddetto BRIC con la Cina, con cui per\u00f2 hanno interessi non coincidenti\u00bb.<\/p>\n<p>Questa descrizione della situazione ha molti annessi: per esempio l\u2019atteggiamento della Gran Bretagna risente del fatto che la sua prima \u00abindustria\u00bb \u00e8 quella finanziaria e i capitali che hanno scelto Londra come loro \u00abpatria\u00bb sono anzitutto quelli del petrolio arabo. Bisogna tener presente infatti che i protagonisti in campo non sono solo degli interessi nazionali definiti perch\u00e9 vi sono ormai masse di capitali, senza patria e pi\u00f9 potenti degli stati, che si muovono su loro logiche di profitto (o anche ideologiche o religiose). Inoltre ci sono errori degli Stati Uniti e dell\u2019Europa che hanno contribuito grandemente a dar fuoco alle polveri e a rendere l\u2019Europa il vaso di coccio o meglio la preda.<\/p>\n<p>Primo: gli Usa hanno \u00abdopato\u00bb la loro economia non solo con le \u00abbolle\u00bb speculative, ma anche consentendo alla finanza quell\u2019errata globalizzazione che ha trasformato l\u2019Asia e soprattutto la Cina in produttore a basso costo. Per questo hanno consentito quell\u2019ingresso di schianto e senza condizioni della Cina nel Wto che ha messo in ginocchio le nostre produzioni e ha trasformato la Cina oggi nel \u00abpadrone\u00bb degli Usa (visto che ne detiene una parte significativa del debito pubblico).<\/p>\n<p>Secondo. In Europa, col crollo del comunismo e la riunificazione della Germania, \u00e8 riesploso lo scontro fra interessi nazionali, si \u00e8 accantonata la cultura cattolica europeista di Adenauer, Schuman e De Gasperi e si \u00e8 dato il potere a una tecnocrazia che ha inventato un\u2019altra Europa, quella della moneta unica, senza una banca centrale come referente finale e senza un governo politico federale. Cos\u00ec esponendo l\u2019euro e l\u2019Europa &#8211; inermi &#8211; agli assalti.<br \/>\nIn questo scenario \u00abbellico\u00bb l\u2019Italia \u00e8 un vaso di coccio che ha perfino osato andare per conto suo alla ricerca del petrolio libico e del metano russo. Perci\u00f2 hanno usato il suo storico debito pubblico (e certi errori della sua classe politica) per punirla e metterla a guinzaglio essendo peraltro una preda appetitosa per i tesori che possiede (dal grande risparmio delle famiglie, alle aziende di stato, al patrimonio pubblico in generale) e che molti vogliono spolpare.<br \/>\nLa guerra continua e non \u00e8 chiaro come si difende l\u2019Italia e chi sta con chi.<\/p>\n<p>di Antonio Socci<\/p>\n<p>17\/12\/2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Mario Monti diceva la verit\u00e0 e ci vedeva lungo: &#8220;Sui mercati \u00e8 nato un vero e proprio conflitto&#8221;. 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