{"id":464,"date":"2011-12-13T18:58:10","date_gmt":"2011-12-13T16:58:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolonewman.org\/?p=464"},"modified":"2011-12-13T18:58:10","modified_gmt":"2011-12-13T16:58:10","slug":"ferrara-fu-un%e2%80%99ingenuita-e-un-azzardo-pensare-che-l%e2%80%99euro-fosse-una-moneta-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolonewman.org\/?p=464","title":{"rendered":"Ferrara: Fu un\u2019ingenuit\u00e0 e un azzardo pensare che l\u2019euro fosse una moneta di pace"},"content":{"rendered":"<p>Come andr\u00e0 a finire la storia dell\u2019euro \u00e8 un enigma. Ma come \u00e8 cominciata? Le radici di quella moneta sono due, tecnocratica l\u2019una e per cos\u00ec dire umanistica l\u2019altra. Per molti europeisti, gente convinta che la prima met\u00e0 del Novecento sia stata un incubo da non rivivere, la moneta comune europea era ed \u00e8 una bandiera di civilt\u00e0 liberale e di pace, il<!--more-->\u00a0vero garante della fine delle ostilit\u00e0 franco-tedesche e delle grandi guerre continentali. L\u2019Europa occidentale, a cavallo della caduta del comunismo e della minacciosa riunificazione tedesca sotto le insegne dell\u2019economia sociale di mercato, era chiamata a pagare il pegno monetario della sua futura unit\u00e0 sovranazionale. Ci voleva il tintinnio del denaro per trasformare l\u2019inferno in un purgatorio e poi, forse, in uno storico paradiso di libert\u00e0 e integrazione dei commerci, a confronto con campioni della crescita tanto pi\u00f9 grandi, a est e a ovest, degli staterelli-nazione con le loro divise di foggia antica (il marco, il franco, la lira, la peseta). Il mercato comune, poi il mercato unico, poi la moneta unica e infine il superstato o un potere superstatale e sovranazionale capace di conciliare l\u2019inconciliabile, armonizzando lingue, culture, civilt\u00e0 costituzionali e altri usi o way of life diversi e conflittuali: questo era lo sfondo del progetto monetario.<\/p>\n<p>A parte i sognatori umanisti, c\u2019erano i tecnocrati di puro ceppo finanziario che approntarono prima il sistema monetario, il serpente, e poi di crisi in crisi la moneta di tutti come garanzia della libert\u00e0 di commercio, come scudo contro i comportamenti lassisti, come frontiera chiara oltre la quale sarebbero finite le tendenze alla spesa pubblica facile, le basse produttivit\u00e0, in uno spirito di competizione mondiale che solo la classe dei banchieri poteva sostenere.<br \/>\n\u00c8 l\u2019euro della Banca centrale di Francoforte, quello disegnato e immaginato, per l\u2019Italia, dall\u2019asse di ferro tra Carlo Azeglio Ciampi, il meglio del lignaggio Bankitalia, e i grandi capi della Bundes-bank, cane da guardia contro l\u2019inflazione, pi\u00f9 il resto delle tecnocupole finanziarie europee. Una monta magica prodotta dall\u2019incrocio fra interessi ben difesi e disegnati e slancio disinteressato verso un futuro di prosperit\u00e0 comune.<br \/>\nMa c\u2019era chi era contrario. Lo ha ricordato Pierluigi Battista nel Corriere della sera, scrivendo che oggi ai contrarian di ieri si dovrebbe chiedere scusa per l\u2019ostracismo che hanno subito le loro idee, e in qualche caso (quello di Antonio Fazio, ex governatore della Banca d\u2019Italia) anche le loro persone. Ho sottomano il testo di una feroce requisitoria contro l\u2019euro di Carlo Ripa di Meana, testimone della storia europea recente tra i pi\u00f9 fieri e anche capricciosi, ma lucido. \u00abSi \u00e8 rovesciata\u00bb disse Ripa al Parlamento europeo in una fulminea dichiarazione di voto contrario \u00abla sequenza europeista: invece di uscire dalla logica dei trattati tra stati, muovendo verso quella della Costituente europea, si opta per la moneta unica lanciata nel vuoto. \u00c8 un gioco d\u2019azzardo che comporta rischi altissimi senza offrire garanzie e contropartite\u00bb. Era il 2 di maggio del 1998. Letta 13 anni dopo, in effetti, fa impressione.<br \/>\nL\u2019euro pu\u00f2 ancora mettersi in salvo. Ma alla prima grande crisi, lo ha notato un osservatore americano sul Wall Street Journal, \u00e8 diventato un casus belli o pu\u00f2 diventarlo. Partita come moneta della pace e della unificazione, quel pezzo di carta, quella moneta tintinnante pu\u00f2 diventare un elemento divisivo assai peggiore dei peggiori incubi degli umanisti. Bisogna tifare per il meglio, e ci mancherebbe, e lavorare per il meno peggio, ma \u00e8 una lezione che in futuro non si dovr\u00e0 dimenticare. Lo scetticismo \u00e8 il principio di ogni conoscenza, a quanto sembra.<\/p>\n<p>Giuliano Ferrara<br \/>\nMercoled\u00ec 7 Dicembre 2011<\/p>\n<p>Panorama.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come andr\u00e0 a finire la storia dell\u2019euro \u00e8 un enigma. Ma come \u00e8 cominciata? Le radici di quella moneta sono due, tecnocratica l\u2019una e per cos\u00ec dire umanistica l\u2019altra. 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