{"id":299,"date":"2011-12-09T10:47:29","date_gmt":"2011-12-09T08:47:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolonewman.org\/?p=299"},"modified":"2011-12-11T23:13:29","modified_gmt":"2011-12-11T21:13:29","slug":"la-paura-dei-cristiani-degitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolonewman.org\/?p=299","title":{"rendered":"La paura dei Cristiani d&#8217;Egitto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/cristiani_egitto-large2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-302\" title=\"cristiani_egitto-large\" src=\"http:\/\/www.circolonewman.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/cristiani_egitto-large2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>di <strong>Giovanni Porzio<\/strong>, da Il Cairo<\/p>\n<p><P ALIGN=\"JUSTIFY\">Il 2011 sar\u00e0 ricordato a lungo dai copti in terra d\u2019Egitto.  Era cominciato con il massacro della messa di capodanno ad Alessandria,  quando l\u2019esplosione di un ordigno artigianale di fronte alla chiesa dei  Due Santi aveva spezzato 23 vite; era proseguito in marzo con  l\u2019uccisione di 13 cristiani nei sobborghi meridionali del Cairo e con  altra ventina di morti tra aprile e agosto; \u00e8 culminato con la  carneficina di ottobre davanti alla tv di stato in Maspero square, dove  l\u2019esercito ha sparato contro i fedeli che protestavano per la  distruzione di una chiesa ad Assuan (25 morti e 300 feriti); e si  conclude l\u2019annunciato trionfo degli islamisti &#8211; 65 per cento dei seggi &#8211;  nella prima \u201cstorica\u201d tornata delle elezioni parlamentari.<!--more--><br \/>\nAlla messa domenicale, la prima dopo l\u2019annuncio dei risultati, le chiese del Cairo erano stracolme di fedeli in cerca di conforto. A  Saint Mary, nel quartiere densamente cristianizzato di Shubra, la  funzione \u00e8 durata pi\u00f9 a lungo del solito. E al termine, dopo un  profluvio d\u2019acqua santa e di benedizioni, la gente sul sagrato si \u00e8  sfogata: \u201c<strong>Siamo preoccupati. Molti di noi sono emigrati in Europa e chi resta vive nel terrore<\/strong>.  Speravamo in un successo dei partiti laici e centristi, anche se  sapevamo che i Fratelli musulmani avrebbero fatto il pieno dei voti\u201d.<br \/>\nA spaventare \u00e8 soprattutto <strong>l\u2019inaspettato consenso (24 per cento) ottenuto dai salafisti<\/strong>, i musulmani ultraconservatori che considerano i cristiani <em>kafir<\/em>,  eretici, e alimentano con il loro fanatismo &#8211; non di rado ricambiato  dai copti &#8211; il clima di intolleranza e di crescente conflittualit\u00e0.<br \/>\nI copti, circa il 10 per cento degli 85 milioni di egiziani, sono la  pi\u00f9 grande comunit\u00e0 cristiana del Medio Oriente: seguaci, in larga  maggioranza, della Chiesa copta ortodossa di Alessandria retta dal papa  Shenuda III. Durante il trentennale regime di Mubarak, che aveva messo <strong>al bando la Fratellanza musulmana<\/strong> e duramente represso i gruppi fondamentalisti, avevano goduto, non  diversamente dai confratelli dell\u2019Iraq saddamita e della Siria alawita,  della relativa protezione che alle dittature arabe conviene talvolta  accordare alle minoranze religiose. Ma sul piano politico, giuridico e  sociale, sono stati inesorabilmente emarginati.<br \/>\n\u201c<strong>Siamo cittadini di seconda classe<\/strong>\u201c, scrive Yousef Sidhoum, direttore del settimanale copto <em>Al-Watani<\/em>.  \u201cCi vengono imposte restrizioni legali per la costruzione delle chiese e  l\u2019acquisizione di terreni; discriminazioni negli impieghi  amministrativi e nelle istituzioni pubbliche, dove la percentuale dei  cristiani in ruoli dirigenti non supera il 3 per cento. Siamo  sottorappresentati nell\u2019esercito, nella polizia, nel corpo diplomatico,  nel settore giudiziario, nelle banche statali, nelle universit\u00e0, in  parlamento. Non abbiamo accesso all\u2019intelligence e ai servizi di  sicurezza. E <strong>il sistema educativo \u00e8 sempre pi\u00f9 orientato in senso islamico<\/strong>\u201c.<br \/>\nDopo la rivoluzione di gennaio, secondo l\u2019avvocato della Chiesa copta Naguib Gibrael, l\u2019insicurezza \u00e8 aumentata al punto da <strong>costringere quasi 100 mila cristiani ad abbandonare il Paese<\/strong>.<br \/>\nLa Fratellanza sottolinea con forza le proprie credenziali di  pragmatica moderazione: ha nominato un copto alla vicepresidenza del suo  partito, Giustizia e libert\u00e0; si dichiara<strong> a favore della democrazia multipartitica e della libert\u00e0 religiosa<\/strong>; sostiene di <strong>non volere imporre la <em>sharia<\/em><\/strong> e i valori islamici alla societ\u00e0 egiziana; <strong>ha preso le distanze dagli integralisti salafiti<\/strong>.  Ma i cristiani non si fidano. E se fossero dichiarazioni confezionate  al solo scopo di rassicurare le cancellerie (e gli investitori)  occidentali? A queste parole seguiranno i fatti? E chi pu\u00f2 garantirlo?  Il Consiglio supremo militare del maresciallo Tantawi, con cui i  Fratelli stanno gi\u00e0 trattando? Come mai il principio ispiratore del  movimento fondato nel 1928 da Hassan al-Banna, \u201cl\u2019islam \u00e8 la soluzione\u201d,  che implica la supremazia di Allah nell\u2019organizzazione della societ\u00e0  umana, non \u00e8 mai stato messo in discussione? \u201cC\u2019\u00e8 un\u2019ambiguit\u00e0 di fondo  nella strategia politica del movimento islamico\u201d dice padre Filopater  Gameel, che era presente al massacro di Maspero square. \u201cCorriamo il  rischio di avere sostituito la dittatura di Mubarak con un\u2019altra  dittatura, questa volta religiosa\u201d.<br \/>\nMolti copti dei quartieri poveri <strong>non fanno distinzione tra i Fratelli musulmani e i salafiti che predicano il ritorno all\u2019islam delle origini<\/strong>,  l\u2019imposizione delle legge coranica, il divieto delle bevande alcoliche e  la sottomissione della donna. \u201cMetteranno il velo alle nostre ragazze e  bruceranno le nostre chiese\u201d, profetizza Emile, che vive in una casa  degradata sulla Muqattam, la montagna del Cairo, ed \u00e8 uno Zabbal, un  raccoglitore e riciclatore di rifiuti, mestiere da cent\u2019anni appaltato  ai cristiani della capitale.<br \/>\n\u201cIo non ho paura\u201d, afferma invece Mina Sabet, attivista della Maspero Youth Union. \u201c<strong>Siamo in una fase di transizione, ma questo non \u00e8 l\u2019Afghanistan<\/strong>:  gli egiziani hanno imparato ad alzare la voce e a prendere il destino  nelle proprie mani. Sapremo difendere la nostra libert\u00e0\u201d.<\/P><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/blog.panorama.it\/mondo\/2011\/12\/06\/la-paura-dei-cristiani-degitto-il-reportage\/\">Panorama.it<\/a> di Marted\u00ec 6 Dicembre 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Porzio, da Il Cairo Il 2011 sar\u00e0 ricordato a lungo dai copti in terra d\u2019Egitto. 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